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Novant’anni di cultura urbanistica in Campania e la transizione ecologica

Aggiornamento: 6 apr

04 aprile 2022 h. 16.00

AULA MAGNA, PALAZZO GRAVINA, DiARC Università di Napoli Federico II


Napoli rifiuta il piano

Affermazione emblematica che è entrata quasi nel senso comune ma che rischia di diventare un pregiudizio antiurbanistico. Infatti, se illustra abbastanza bene delle difficoltà che incontrano i processi di redazione ed attuazione dei piani urbanistici, dall’altro finisce per cancellare quanto, invece di positivo è stato prodotto nel passato ed è in corso attualmente. In questo senso diventa quasi sorprendente che comunque c’è stata una consistente produzione urbanistica perlomeno nelle città maggiori campane e di come siano stati impegnati figure rilevanti della cultura nazionale ed internazionale in tale progettazione. Recuperare questi episodi sarebbe molto utile se non a ribaltare le difficoltà dell’ambiente almeno a mitigare le affermazioni assolute e mostrare delle sfumature di maggiore complessità. Entro queste pieghe, va rintracciato quel filo rosso col quale anche in Campania si radica l’urbanistica e trova in quelle premesse un forza ed una inclinazione a slanciarsi verso un compito socialmente e politicamente riconosciuto. Facendo riemergere delle esperienze positive si riuscirebbe a costruire una base di partenza ed indirizzo meglio fondato sulle peculiarità locali con le quali superare le difficoltà che ancora si frappongono all’approvazione dei PUC, persuaderebbe il Consiglio Regionale ad affrontare l’esame della legge di governo del territorio, sposterebbe l’attuazione del PNRR verso uno stile di pianificazione strategica, incoraggerebbe un dialogo pubblico sulla transizione ecologica fondata sulla riconfigurazione dello spazio pubblico.

Altrettanto poco noto e poco approfondito dalle ricerche storiche è il ruolo svolto dall’INU, nei suoi novant’anni di vita, per sostenere e diffondere la cultura urbanistica in Italia ed ancora di più in Campania. Tuttavia è ancora nell’istituto che si raccolgono gli esperti ed i protagonisti che intendono tenere vivo il patrimonio di conoscenze ed abilità per continuare a metterlo a disposizione della soluzione dei numerosi problemi che si presentano in questa fase di transizione che non può avvenire senza un profondo mutamento delle città e del territorio, con un nuova configurazione dello spazio fisico.

Per sviluppare questa costruzione sarà utile sciogliere l’intreccio tra storia urbana e urbanistica per collocare gli effetti della pianificazione nel cambiamento dello spazio fisico e tratteggiare il contributo di figure chiave con i relativi bagagli tecnici ma anche gli strumenti, luoghi ed occasioni di elaborazione comune delle idee e diffusione di conoscenze nella società esterna alla più stretta comunità di pensiero e pratiche specifiche.




 

PROGRAMMA


Ore 16.00 Saluti

Laura Lieto, Assessore all’Urbanistica Comune di Napoli

Michelangelo Russo, Direttore, DiARC Università di Napoli Federico II


16.15 Introduzione

Patrizia Gabellini, La mostra e le iniziative per i 90 anni dell’INU

Gemma Belli, il primo presidente di INU Campania: Domenico Andriello.


16.45 Iniziative INU

Cinzia Martone, La Biblioteca INU nella biblioteca di Palazzo Gravina

Emanuela Coppola, Osservatorio sul consumo di suolo

Marichela Sepe, Giornata di studi e Rassegne urbanistiche

Alessandro Sgobbo, Legge di governo del territorio

Gilda Berruti, Premio Letteratura urbanistica

F. D, Moccia, Omen e Festival Città metropolitana

Pasquale De Toro, Regolamento e valutazione ambientale

Maria Cerreta, Formazione


17.40 Ricerche

Marichela Sepe, Ricerche sull’area metropolitana di Napoli

Michele Grimaldi, Carichi insediativi


18.00 Apertura della mostra 90 ANNI DI ATTIVITÀ PER LA

COSTRUZIONE DEL PAESE



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