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Il riformismo di Claudio Salmoni

Aggiornato il: mar 6

A cinquant’anni dalla scomparsa, una giornata di studi ricorderà ad Ancona al Ridotto delle Muse (l’evento, inizialmente previsto per il 28 febbraio, è stato rinviato in accordo con Regione Marche e Comune in considerazione degli eventi legati alle ultime notizie a proposito dell’emergenza sanitaria in atto), Claudio Salmoni. “Partigiano, politico, urbanista, Sindaco”: così viene definito nel programma dell’evento, a evidenziare con quattro parole il peso e la centralità di una figura fondamentale per la storia dell’Ancona contemporanea. Ad organizzare la giornata, intitolata “La politica del programma”, il Centro Studi per il Territorio e la Città, che da tempo opera per valorizzare eminenti figure della cultura e della politica nelle Marche. Tra i partecipanti, il Presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli, il Sindaco di Ancona Valeria Mancinelli, ex ministri ed esponenti del Partito Repubblicano Italiano come Giorgio La Malfa, Enzo Bianco, Giorgio Bogi, il sottosegretario al MISE Gian Paolo Manzella, il Rettore dell’Università Politecnica delle Marche Gian Luca Gregori, il Presidente dell’ISTAO Pietro Marcolini, Luca Zevi (Fondazione Zevi), il presidente dell’Istituto Nazionale di Urbanistica Michele Talia, David Bogi.


Spiega il senso dell’iniziativa l’architetto Vittorio Salmoni, figlio di Claudio: “L’obiettivo è il migliore ricordo di una figura che ha saputo unire competenze e impegno politico e civile. Ci poniamo l’obiettivo di comprendere se ed eventualmente come i valori, i principi del riformismo  ispiratori della sua azione politica e disciplinare si sono proiettati ai giorni nostri. Purtroppo oggi prendiamo atto come la politica sia stata espropriata di competenze ed agisca con canoni autoreferenziali, a differenza di quello che accadeva tra il 1955 e il 1975, nel pieno fulgore riformista”. Proprio quello accennato da Vittorio Salmoni è in qualche modo la peculiarità e il segno distintivo dell’impegno pubblico di Claudio Salmoni, ovvero la capacità di sapere affiancare alla passione e all’impegno nella cosa pubblica l’autorevolezza professionale. Coloro che testimonieranno intervenendo al convegno di Ancona sono in grado di riportare questo spirito e questo approccio, che rientra appieno nelle caratteristiche del riformismo. Il convegno non sarà quindi esclusivamente un momento celebrativo, quanto piuttosto l’opportunità di riesaminare e descrivere un metodo che è stato proprio di una fase decisiva per lo sviluppo del nostro Paese nel secondo dopoguerra.


Claudio Salmoni cominciò il suo impegno pubblico da partigiano, per partecipare poi all’attività politica prima nel Partito liberale per passare successivamente al Partito Repubblicano. “Ha immesso nella militanza politica l’impegno da urbanista”, ricorda Vittorio Salmoni. Fu direttore dell’ufficio della ricostruzione di Ancona, e autore di numerosi Piani regolatori in tutta Italia, assieme tra gli altri a Giovanni Astengo ad Ancona e Ludovico Quaroni a Ravenna. Ha lavorato con Bruno Zevi. Fu sindaco del capoluogo marchigiano dal 1965 al 1967, Vicesegretario nazionale nel PRI di Ugo La Malfa e Vicepresidente della Cassa per il Mezzogiorno. Tra le testimonianze dell’importanza della sua “eredità”,  si ricordano  la fondazione dell’Istituto di Sviluppo Economico delle Marche (ISSEM), di fatto progenitore della Regione e dell’Istituto Adriano Olivetti, entrambi con l’amico di una vita Giorgio Fuà. Ad Ancona ha lasciato alcuni edifici realizzati tra il 1955 e il 1970 come le case popolari al quartiere adriatico, la scuola Benicasa e la sede della legione carabinieri (premio Inarch 1962) mentre da pianificatore non possono che essere ricordati il primo Prg della città e il primo piano dei rioni storici.


A cura di Andrea Scarchilli – Ufficio stampa Istituto Nazionale di Urbanistica


http://www.inu.it/42478/in-evidenza/il-riformismo-di-claudio-salmoni-il-28-febbraio-ad-ancona-la-giornata-dedicata-al-sindaco-urbanista/


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