“Adriano Olivetti e l’INU: l'impegno nella «comunità»
degli urbanisti. 1948-1960”, di Di Biagi Paola, 2001


 

[in Olmo Carlo (a cura di), La città dell'uomo: Adriano Olivetti e l'urbanistica, Edizioni di Comunità, Torino, pp. 145-172]

Il testo ricostruisce i dodici intensi anni che hanno legato la carismatica figura di Adriano Olivetti all'Istituto che rappresenta gli urbanisti italiani. Entrato nell’INU nel ’48 e subito eletto nel Consiglio Direttivo Nazionale, già nel 1949 Olivetti diventa Direttore della rinata rivista ufficiale Urbanistica e dal 1950 ininterrottamente, fino alla sua morte avvenuta nel febbraio del 1960, ne è stato il Presidente.

Un arco di tempo che rappresenta per l'INU un ciclo caratterizzato, da una parte dalla continuità di persone e di programmi di ricerca, dall'altra dal lavoro per la costruzione di un suo ruolo rilevante, non solo nella comunità scientifica, ma nel Paese. Un periodo nel quale vengono posti al centro della riflessione e del dibattito alcuni grandi temi, dalle scale della pianificazione, al codice dell’urbanistica, al rapporto dell'urbanistica con la politica.

Olivetti, consapevole che sugli urbanisti incombe una responsabilità del tutto particolare, pensa all'INU come ad un Istituto il cui impegno è in primo luogo morale e civile, formato da un'élite di intellettuali capace di uno stretto dialogo con la politica e con le istituzioni. Un Presidente tanto prestigioso consente all'Istituto di unificare al vertice le sue diverse "voci" e di proporsi al Paese e alle istituzioni come l'associazione che rappresenta l'urbanistica italiana.


 

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